Testo della meditazione tenuta al Buongiorno a Maria sul tema: “Il Rosario, preghiera che plasma l’esistenza”

Il “Buongiorno a Maria” è un breve momento di preghiera che accompagna, nei mesi di maggio ed ottobre, l’apertura del Quadro della Vergine del Santo Rosario di Pompei ogni mattina alle 6.30. Si medita sulla Parola di Dio a partire da una tematica specifica e si prega una decina del Rosario prima di affidarsi alla Vergine per mezzo della preghiera detta “Piccola Supplica”. Il tutto dura circa 30 minuti ed è anche trasmesso in diretta su TV2000.

In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Lettera di San Paolo apostolo ai Galati (2,19-20)

Le parole di Paolo questa mattina ci arrivano dritte al cuore. Nessuno più di lui poteva descrivere con tanta forza e profondità cosa significa incontrare Cristo nella propria vita. Si tratta di un’esperienza totalizzante: Gesù non si accontenta di abitare solo una piccola parte della nostra esistenza, ma ci chiede di donargli tutta la vita. Tutti noi diciamo di essere cristiani ma lo diventiamo davvero se permettiamo a Cristo di prendere possesso della nostra vita. Sull’esempio di Paolo anche noi possiamo diventare delle trasparenze di Cristo: chi vede noi deve poter vedere attraverso la nostra vita, i nostri gesti, le nostre parole Cristo stesso che vive, agisce e parla.

Un antico adagio diceva che: «Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora, siamo l’ultimo messaggio di Dio scritto in opere e parole» (Anonimo fiammingo del XIV secolo).

Un cristiano è facile riconoscerlo in chiesa, è più difficile riconoscerlo per le strade della città, a lavoro, a scuola o all’università, nelle varie attività dell’uomo. Essere trasparenze di Cristo vuol dire portare Cristo in questi luoghi, dargli la possibilità attraverso di noi di incontrare tanti fratelli e sorelle che hanno bisogno del suo amore, della sua misericordia, della sua pace. Paolo è definito l’Apostolo delle genti perché ha fatto in modo che tutti, davvero tutti, attraverso di lui potessero conoscere Gesù. Essere missionari, allora, non vuol dire andare in terre lontane ma farsi prossimi al prossimo, annunciare Gesù nella nostra quotidianità.

Ma con quale stile? Molte volte quello che ci portiamo dentro ci impedisce di essere delle autentiche trasparenze di Cristo. Gesù nel Vangelo rimprovera i farisei perché sono puliti fuori ma sporchi dentro, in questo modo quello che di opaco hanno nel cuore si riflette nella loro vita (cfr. Mc 7,1-23). Se vogliamo essere trasparenze di Cristo dobbiamo lasciarci illuminare dalla luce giusta per riflettere l’immagine originale che conserviamo dentro il nostro animo. Dobbiamo essere un po’ come le radiografie.

Io sono cresciuto in mezzo alle radiografie perché mia madre lavorava in uno studio radiografico e, da piccolo, per me era quasi una magia scoprire come una lastra tutta nera, appena appoggiata alla luce di un neon o messa controluce, rivelasse l’immagine che teneva racchiusa dentro di sé.

Molti di noi sono scuri, in volto e nel cuore, come una radiografia perché non riescono a vedere oltre la propria fragilità, ma non dobbiamo mai dimenticare che dentro di noi è stata impressa l’immagine di Dio; questa, però, risalta soltanto se ci mettiamo nella luce giusta e cioè quella dello Spirito Santo: il dono più grande che Gesù ci ha fatto. È lo Spirito Santo che ci trasforma in trasparenze di Cristo, che plasma la nostra vita.

È lo Spirito Santo che agisce anche nella preghiera del Rosario. San Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, dice che lo Spirito ha un compito «trasformante», perché non ci fa solo contemplare, adorare, amare il mistero di Gesù, ma ci «assimila» ad esso. In un certo senso, ci fa «diventare» Gesù, facendoci acquistare i suoi lineamenti spirituali (cfr. RVM, n. 15). Il Rosario, allora, delinea i contorni dell’esistenza umana, anche di quella più misera, perché chi prega il Rosario non diventa uno specialista della ripetizione meccanica, ma piuttosto uno abituato a ricominciare sempre, nel Rosario come nella vita. La Vergine Maria ci aiuta, così, a diventare, mistero dopo mistero, trasparenze del figlio suo Gesù perché il Rosario non è questione di avemarie, ma è una vera e propria scuola di vita.

Impariamo da Maria, allora, come farci illuminare dallo Spirito Santo, come portare Gesù dentro di noi, perché anche Maria è trasparenza di Dio e può continuare ad esserlo anche in noi. In una conversazione spirituale di Chiara Lubich si legge: «Sono entrata in chiesa un giorno e con il cuore pieno di confidenza chiesi a Gesù: – Perché volesti rimanere sulla terra, su tutti i punti della terra, nella dolcissima Eucaristia, e non hai trovato, tu che sei Dio, una forma per portarvi e lasciarvi anche Maria, la mamma di tutti noi che viaggiamo? Nel silenzio sembrava che il Signore rispondesse: – Non l’ho portata perché la voglio rivedere in te» (C. Lubich, Meditazioni, Roma 1984, pag. 45).

Quando uscirete dal Santuario stamattina incontrerete tanta gente: sentite rivolto al vostro cuore questo invito da parte loro: voglio rivedere Maria in te così come voglio rivedere Cristo in te.

Siate sempre trasparenze di Dio.

Buon cammino, insieme.

Posted by:don Ivan Licinio

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