I testi più belli di Bartolo Longo, fondatore del Santuario, delle Opere di Carità e della moderna Città di Pompei, furono certamente quelli dedicati alla Vergine Maria. Lui, l’uomo della Madonna, come lo aveva definito Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione, ha compiuto una profonda esperienza di Maria. Bartolo parla di Lei con la persuasione di chi ha fatto esperienza concreta della sua presenza materna. Il suo impegno per farla conoscere, amare e pregare, è la testimonianza di quanto sia stata straordinaria l’esperienza da lui vissuta. Fin dalla sua infanzia, e in modo particolare nel periodo della sua conversione, Bartolo ha toccato con mano la protezione di Maria. Il suo amore per la Vergine, mai sganciato dalla centralità di Cristo, fece di lui non solo un devoto ma un vero e proprio mistico mariano.

Un testo che ebbe molta risonanza è l’Atto d’amore a Maria che Bartolo compose in occasione dell’inaugurazione della prima campana del nascente Santuario. Si preoccupò di inviare la preghiera a tutti i devoti e i benefattori e l’8 maggio 1883 oltre dodicimila persone la recitarono a Pompei e in tutt’Italia.

Erano le prove generali di un’altra famosissima preghiera, anzi potremmo dire “la” preghiera per cui Bartolo è ricordato e conosciuto in tutto il mondo: la Supplica. Questa preghiera, nasce dalla già citata enciclica Supremi apostolatus offici, nella quale Leone XIII suggeriva di recitare il Rosario in famiglia e di dare maggiore risalto alla solennità della Vergine del Rosario nell’imminente ottobre del 1883. L’Avvocato pompeiano non si fece sfuggire quest’occasione per dare maggiore risalto all’opera che stava compiendo a Valle proprio sotto il manto della Regina del Rosario. Dopo aver ringraziato il Papa per il dono della sua enciclica, si mise all’opera per redigere una preghiera che potesse portare a Dio, per mezzo di Maria, la travagliata situazione dell’epoca, per la quale il Santo Padre aveva espresso così tanta preoccupazione. Allo stesso modo, sentiva l’esigenza di dover riportare nel testo anche la sua esperienza personale e quella che stava vivendo la Valle grazie ai benefici concessi dalla Vergine del Rosario. Memore della festa dell’8 maggio e del successo che ebbe la recita dell’Atto d’Amore, riprendendone ampi stralci, Bartolo scrisse una nuova preghiera e, il 14 ottobre 1883, fu recitata per la prima volta la Supplica alla potente Regina del Santo Rosario.

In questa preghiera la Vergine è vista come “Regina delle Vittorie” e “Sovrana del Paradiso” ma non smette di essere una madre amorevole disposta ad esaudire le suppliche dei figli, in favore dei quali mette a disposizione la sua “onnipotenza per grazia. A questa madre buona i figli si rivolgono con sicura fiducia dandole del tu, il cui uso nella preghiera è una novità. A questa fiducia, Bartolo contrappone una richiesta di aiuto da parte degli uomini che, assediati dal male, si sono mobilitati alla voce del Papa. I toni accesi di questa prima edizione della Supplica, risentono della situazione storica dell’epoca. Negli anni successivi il testo della preghiera fu ampiamente rimaneggiato dallo stesso Bartolo fino agli ultimi ritocchi, richiesti dall’allora Congregazione vaticana per i Riti nel 1968, per adattarla alle moderne esigenze di linguaggio.

La Supplica ebbe una rapida e ampia diffusione. Nel 1888, nella tipografia di Valle di Pompei, furono stampate edizioni in lingua tedesca, inglese e francese. Nel 1890, stando a quanto scrisse Bartolo, erano già state stampate due milioni di copie, che non erano bastate a soddisfare le richieste dei devoti. Dieci anni dopo erano state impresse quattrocentotrenta edizioni con dieci milioni di esemplari, ai quali si aggiungevano quelli delle traduzioni in portoghese, spagnolo, slavo, tamil e indostano. Seguirono le edizioni in armeno, maltese, urdu, cinese, arabo, singalese, tibetano, olandese, amarico. In tempi a noi vicini è stata tradotta in lingua polacca e ucraina così come c’è stato anche chi ha voluto tradurre la popolare preghiera in latino. L’8 maggio 1915 la preghiera composta dall’Avvocato pompeiano fece il suo ingresso in Vaticano: alle 12 di quel giorno, Benedetto XV, già vecchio simpatizzante del Fondatore, la recitò nella cappella Paolina. Bartolo definì la Supplica come l’Ora del mondo e anche se questa espressione è nel suo stile, sempre enfatico ed entusiasta, resta il fatto che a oltre centotrenta anni da quel 14 ottobre 1883, la Supplica, nelle tradizionali data dell’8 maggio della prima domenica di ottobre, unisce ancora milioni di credenti nel mondo, dove negli anni sono nate diverse comunità e chiese dedicate alla Vergine del Santo Rosario.

Qui trovate il testo della Supplica

Posted by:don Ivan Licinio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...