Ma tu ci vai alla festa?

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(clicca qui per leggere la liturgia della Parola di oggi)

Gesù oggi ci consegna l’immagine del Regno di Dio come una grande festa di nozze, un momento di gioia al quale sono tutti invitati. Per questo motivo possiamo dire che la nostra fede è una grande festa preparata da Dio per noi. Siamo invitati ad essere felici partecipando al banchetto nuziale che inizia qui e terminerà nell’eternità del cuore di Dio, dove Gesù è andato a prepararci un posto. “La sfida del cristianesimo consiste nel passare da una fede crocifissa ad una fede risorta, perché la gioia cristiana è una tristezza superata” (P. Curtaz).

Da quel “Rallegrati, Maria!” con il quale l’angelo Gabriele annunciava al mondo il progetto di Dio per l’umanità, Gesù non ha smesso di insegnarci la gioia che Dio prova nell’incontraci, soprattutto quando siamo lontani, quando siamo affaticati dalla vita, quando abbiamo smesso di essere felici. Questo re che invia continuamente messaggeri per invitare tutti alle nozze rappresenta Dio che non si stanca mai di cercarci.

Ma, lo sappiamo, l’Amore non costringe nessuno. Per quanto ci tenga ad invitarci, Dio ci lascia liberi di accogliere o meno l’invito alla sua festa, e, in effetti, nell’episodio evangelico l’invito cade nel vuoto.
A sentire le scuse degli invitati sembra che non sia cambiato nulla: non ho tempo, non è il momento, non mi piacciono gli altri invitati, ci penserò. Dio accetta i nostri rifiuti ma non si rassegna, anzi rilancia e manda i suoi ad invitare altri ancora. Da qui l’idea di una Chiesa capace di accogliere tutti, che non arretra davanti ai fallimenti, né si accontenta di quelli che ha già fra le sue file per fare festa. La festa è per tutti, c’è posto per tutti e il Re non farà mancare niente a nessuno. Per cui ogni cristiano è come l’invitato che può invitare!

“Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Bisogna uscire per strada e portare tutti alla festa, buoni e cattivi! Ma Gesù da un’indicazione precisa su dove trovare i nuovi invitati: ai crocicchi delle strade. Impossibile non pensare alla croce. Gesù desidera che la gioia della festa sia portata a chi sulla sua strada ha trovato la croce: quella della malattia, quella della solitudine e dell’emarginazione, quella della difficoltà economica e familiare, quella della depressione o della disoccupazione e tante altre croci che incrociano i nostri passi sulle strade della vita. Sono loro gli invitati privilegiati; è a loro che bisogna portare la gioia del Vangelo. Una gioia però che prima deve trovare accoglienza in noi per poi trasmetterla agli altri con piccoli gesti carichi di speranza. «La carta d’identità del cristiano è la gioia»: lo «stupore» di fronte alla «grandezza di Dio», al suo «amore», alla «salvezza» che ha donato all’umanità non può che portare il credente a una gioia che neanche le croci della vita possono scalfire, perché anche nella prova c’è «la sicurezza che Gesù è con noi» (Papa Francesco).

Buon cammino, insieme!

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