VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO /A

Capita spesso che quando noi preti siamo costretti a dire di no ad una richiesta illegittima di un fedele, questo se ne vada sbattendoci in faccia una frase del tipo: «Gesù non avrebbe voluto questo!» oppure «È questo che dice Gesù? Dove sta scritto?».

Effettivamente a leggere il Vangelo di oggi sembra quasi che Gesù sovverta le regole con quel continuo ripetere «Avete inteso che fu detto… ma io vi dico».

Sembra.

In realtà Gesù oggi ci accompagna al cuore della Legge, mostrandoci in Lui il compimento stesso della Legge. Gesù non abolisce nemmeno una lettera della Legge, anzi, rincara la dose!

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

E così via.. La preoccupazione di Gesù è conservare la Legge, ma anche fare in modo che non sia osservata solo esteriormente. Un po’ come dire non potete battervi il petto in chiesa e poi uscire e comportarvi completamente all’opposto. Così come non puoi confessarti di non aver ucciso nessuno se poi continuamente ti presti al pettegolezzo e sputi sentenze mettendo a giudizio la vita degli altri, ma senza mai guardare con coraggio i tuoi errori.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Se tutti rispettassero questo precetto alla lettera mi sa che la Domenica avremmo le chiese vuote, forse manco il prete ci sarebbe… Il discepolo è chiamato ad essere sincero, ad essere autentico anzitutto con se stesso. La prima menzogna da evitare è con se stessi.

Il Vangelo di oggi, a pensarci bene, dà le vertigini, ci sembra irraggiungibile, eppure è l’unica strada percorribile se vogliamo raggiungere la vetta. Gesù ci chiede autenticità e coerenza nel seguire questa strada verso la libertà, verso la gioia vera. Verranno momenti in cui non sempre saremo in grado di seguirlo, ma Gesù, se da un lato è esigente con noi, dall’altro non si stanca mai di mostrarci il volto misericordioso del Padre. Non possiamo ridurre questo immenso amore in semplici regolette da osservare senza lasciarci toccare nel profondo, senza lasciarci cambiare il cuore. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Eccola la vetta: il Regno dei cieli. Ma non qualcosa di lontano, qualcosa che ci attende alla fine di tutto. No. Il Regno dei cieli è qualcosa che possiamo costruire intorno a noi già su questa terra se solo decidessimo una volta e per sempre di passare dall’esteriorità all’interiorità, dall’apparire all’essere.

Allora il Vangelo diventa facile, umanissimo, anche quando dice parole che danno le vertigini. Perché non aggiunge fatica a fatica, non convoca eroi duri e puri, non si rivolge a santi, ma a persone autentiche, semplicemente a uomini e donne sinceri nel cuore. (p. E. Ronchi)

Dentro ci battiamo il petto, ma fuori non dimentichiamo di far battere in petto un cuore nuovo.

Posted by:don Ivan Licinio

2 risposte a "Dentro ti batti il petto… ma fuori?"

  1. Sai che proprio ieri sera ho avuto una discussione con una persona proprio su questo argomento? E sono tanti a sostenere che siccome non uccidono nessuno, allora hanno il “diritto” di parlare male del prossimo e di spettegolare. Ammetto: anche a me succede e mi riprometto ogni volta di non farlo più. Anche perché so che mi darebbe fastidio se qualcuno parlasse male di me.
    E’ una regola semplice da applicare, ma purtroppo non riusciamo ad applicarla.
    Buona domenica, don Ivan!

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