Testo della riflessione tenuta al “Buongiorno a Maria” – maggio 2016
Tema: Una cultura della misericordia per l’oggi.
Testo biblico di riferimento: Col 3,12-15

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Carissimi amici,
siamo ormai al termine del nostro cammino del Buongiorno a Maria in questo straordinario mese di maggio. Ogni mattina Maria ci ha accolti soddisfatta di vedere così tanti figli accorrere nella casa del Figlio. Allo stesso tempo, Maria ha accolto la nostra storia, le nostre speranze e le nostre difficoltà, i nostri limiti e i nostri sogni, insomma tutta la nostra vita. Così come fa da sempre, perché Maria è colei che ha accolto la Vita vera: Gesù.

P. Ermes Ronchi ci ha ricordato, nella sua catechesi qui in Santuario, che in ebraico la parola misericordia viene utilizzata anche per indicare il grembo materno. Maria, dunque, è Madre di misericordia perché ha accolto Gesù dentro di sé, nella sua vita. Essere misericordiosi, allora, vuol dire accogliere una nuova vita, accogliere l’opportunità che Gesù ci dona di cambiare. È questa la vera devozione a Maria: accogliere Gesù dentro di noi. Non correre, anche con il rischio di farsi male, per prendere i primi posti ma dare il primo posto a Gesù nel nostro cuore. È molto bello vedere tanti fratelli e sorelle che, entrando o uscendo dal Santuario, si fermano nella cappella laterale per salutare e pregare il Sacro Cuore di Gesù. Così come tanti di voi partecipano nel mese di giugno al Buongiorno a Gesù nella Parrocchia del Sacro Cuore qui a Pompei, continuando ancora per trenta giorni il sacrificio di alzarsi presto la mattina. Questo fa davvero felice Maria perché il suo compito è quello di portarci a Gesù, di insegnarci ad accogliere il Figlio.

Vedete amici, il Signore vuole davvero entrare nel nostro cuore, sta alla porta e bussa. Ma noi, troppo spesso, quando decidiamo di aprirgli, lo trattiamo così come si fa con gli ospiti di riguardo nelle nostre case. E perché forse Gesù non è un ospite di riguardo? – potreste dirmi. Ma pensateci bene: dove accogliamo gli ospiti importanti nelle nostre case? C’è sempre quella stanza che non viene mai aperta e che viene usata solo per le grandi occasioni. È una stanza impeccabile, sempre pulita, dove mettiamo in mostra tutte le cose belle che possediamo: il servizio d’argento, quello di piatti e bicchieri regalatoci per le nozze, tutte le bomboniere possibili ed immaginabili. In questa stanza della casa dove tutto è sempre ordinato, lindo e pinto, molte volte noi accogliamo Gesù. Ma Gesù non sa che farsene dei nostri saloni di rappresentanza! Lui desidera entrare proprio in quelle stanze del cuore dove c’è disordine, dove c’è la polvere, dove passa la vita di tutti i giorni, con i suoi alti e bassi. Se accogliamo Gesù in tutta la nostra casa, in tutta la nostra vita, allora non sarà più soltanto un ospite, ma un amico del cuore, capace ogni volta di donarci, con la sua misericordia, una nuova possibilità.

Allora quando si parla di una cultura della misericordia, si parla concretamente di una cultura dell’accoglienza: accogliere Cristo in noi, ma anche accogliere Cristo che è negli altri, rivestendoci, come ci dice San Paolo questa mattina, di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine e di magnanimità; sopportandoci e perdonandoci gli uni gli altri. Ma sopra tutte queste cose dobbiamo rivestirci di carità soprattutto verso i più poveri, gli emarginati, le vittime della violenza e delle ingiustizie di questo mondo. Dare a questi fratelli e sorelle in difficoltà, una nuova possibilità di vita, una nuova casa. Quanto è attuale il tema dell’accoglienza oggi e quanto è sempre attuale il messaggio e l’opera del Beato Bartolo Longo! Qui a Pompei la misericordia è una realtà concreta e la si può vedere negli occhi e nelle vite di tutti coloro che sono accolti nelle numerose opere di carità. Pompei è davvero casa di misericordia. Carissimi chiediamo a Maria la grazia di essere sempre, con la nostra vita, una casa accogliente per Dio e per i fratelli.
Misericordia per tutti, o Madre di misericordia!

Posted by:don Ivan Licinio

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