Visto il gran parlare degli ultimi giorni, potrebbe essere utile sapere qualcosa in più sul nostro #Campanile. Ci sono tante piccole curiosità che forse pochi conoscono.
Come, ad esempio, il grande significato simbolico delle campane. Per fondere le 8 campane alloggiate nel Campanile, del peso complessivo di 180 quintali, vennero impiegati 100 quintali di cannoni da guerra di bronzo, affinché il suono delle campane ricordasse l’impegno per la pace di Pompei e del Longo.

La prima pietra fu posta il 12 maggio del 1912 e l’inaugurazione avvenne il 24 maggio 1925, officiante il cardinale Augusto Silj.
L’architetto e direttore dei lavori, nonché disegnatore delle campane, del portale e degli angeli, è un Servo di Dio: Aristide Leonori di Roma, che fu coadiuvato dal fratello Pio, così come ricorda una targa marmorea all’interno del Campanile.
La costruzione fu affidata alla ditta dell’ing. Raffaele Paris di Roma, mentre i lavori in marmo e granito furono eseguiti dalla ditta “A. Cirla & F.” di Milano.
Per problemi connessi alla consistenza del terreno si ricorse a fondazioni su pali di cemento armato, spinti fino alla profondità di 20 metri.
La struttura è, all’esterno, di granito grigio ed elementi di marmo bianco mentre all’interno è di mattoni pressati. Un’armatura metallica a castello sostiene una scala di ferro di 360 scalini su 36 rampe e ospita un capace ascensore elettrico Stigler che porta alla terrazza panoramica dove è possibile ammirare dall’alto la Valle, gli Scavi e il Golfo di Napoli.

Il campanile è composto da cinque ordini architettonici, raccordati da colonne lucidate a specchio.
Al primo ordine troviamo il portale frontale in bronzo, cesellato da Duilio Cambellotti di Roma, che reca in altorilievo la scena dell’apparizione del Sacro Cuore di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque, il cui miracolo utile per la canonizzazione è avvenuto a Pompei. Sull’architrave del portone è impresso in lettere di bronzo l’anno d’inaugurazione mentre sulla lunetta è raffigurato, in marmo di Carrara, lo stemma di Papa Pio XI. Sul fregio di coronamento, infine, la dedica al Sacro Cuore di Gesù.
Dopo le quattro colonne del secondo ordine, sui piedistalli del terzo ordine, detto “della Gloria”, si stagliano quattro grandi angeli trombettieri in bronzo. Il prof. Carlo De Veroli di Carrara ne modellò i disegni e la fusione in bronzo fu realizzata dalla ditta Chiurazzi di Napoli. Nella grande nicchia, al centro del quarto ordine, è collocata la statua in marmo di Carrara del Sacro Cuore di Gesù, alta 6 metri e del peso di 180 quintali, opera del cav. Giacomo Zilocchi di Pietrasanta. Agli angoli della statua sono posizionati quattro vasi di granito che sorreggono quattro lampade votive in bronzo dorato. Sulla cornice la scritta in bronzo VENITE AD ME OMNES: venite a me voi tutti.
L’ultimo ordine ospita la terrazza panoramica. Il Campanile è coronato da una cupola in bronzo, sormontata da una croce gemmata in rame e bronzo, alta 6 metri, benedetta da Pio XI, prima del trasporto a Pompei.
L’altezza complessiva è di 80 metri.

Nel Campanile trovano posto 8 campane che, come abbiamo già detto, sono il frutto della fusione di 100 quintali di cannoni da guerra in bronzo a cui si aggiunsero 50 quintali di rame elettrolitico e parti proporzionali di stagno. La fonderia, con i relativi forni, con tutte le provviste di materiale, fu impiantata a Pompei nei locali della proprietà Falanga in via Sacra, dalla ditta Pasquale Marinelli e figlio Armando di Agnone (Campobasso).
Le otte campane, di grandezza e tonalità diversa, furono posizionate nel 1923 e sono dedicate ognuna a diversi Santi protettori.
La prima, detta anche “Campanone”, di 50 quintali corrisponde alla nota SOL ed è dedicata alla Vergine del Rosario di Pompei; al Sacro Cuore di Gesù; a Santa Margherita Maria Alacoque e ai Santi Pietro e Paolo.
La seconda di 39 quintali, corrisponde alla nota LA ed è dedicata a San Giuseppe; Sant’Anna; San Bartolomeo e Sant’Augusto.
La terza di 28 quintali, corrisponde alla nota musicale SI ed è dedicata ai quattro Evangelisti Marco, Matteo, Luca e Giovanni.
La quarta di 21 quintali, corrisponde alla nota DO ed è dedicata a San Giovanni Battista; Sant’Andrea; San Michele e San Francesco.
La quinta di 16 quintali, corrisponde alla nota musicale RE ed è dedicata a San Benedetto, San Vincenzo Ferreri, Sant’Ignazio di Loyola, Sant’Alfonso Maria de Liguori.
La sesta di 12 quintali, corrispondente alla nota MI, è dedicata a San Gennaro; San Tommaso; Sant’Aristide e San Paolino da Nola.
La settima di 8,50 quintali che corrisponde alla nota musicale FA è dedicata a Santa Maddalena, Santa Cecilia, San Pio V, Santa Rita da Cascia.
L’ultima e ottava campana di 6,30 quintali, corrisponde alla nota SOL ed è dedicata ai Padri della Chiesa San Girolamo, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Giovanni Crisostomo

Delicati lavori di restauro e consolidamento furono eseguiti dal 1986 al 1988, a seguito dei danni subiti dal terremoto del 1980.

(Foto: Luigi Donnarumma/Guida illustrata al Santuario di Pompei)

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Posted by:don Ivan Licinio

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