V Domenica del Tempo ordinario

C’è una tragedia che ogni giorno colpisce milioni di persone: il cellulare scarico! Noto sempre crisi di panico quando arriva la fatidica soglia del 2% e non c’è un caricabatteria, una power bank o una presa a portata di mano.. Ma la cosa che mi colpisce di più è che i nostri ragazzi non dicono: “Ho il cell al 2%” ma “Sono al 2%”.

Forse è proprio così. La vita molte volte ci scarica quasi completamente, ci butta la batteria a terra, ci mette in modalità risparmio energetico e ci obbliga a chiudere tutte le app che ci mantengono in contatto con gli altri.

Le delusioni dagli amici, i desideri che stentano ad avverarsi, i progetti che non si realizzano, un rapporto sentimentale opprimente, un dolore improvviso, la paura di non essere amati, una lunga malattia: sono tutte situazioni da 2%.
Eppure Gesù oggi ci insegna due modi per ricaricare il nostro cuore.
Il primo potremmo paragonarlo al classico caricabatteria che resta il modo migliore per ridare vita a ciò che stava per spegnersi: la preghiera. Gesù si ritira di buon mattino in un luogo solitario per pregare, per ricaricarsi dopo un’estenuante giornata passata ad insegnare e a guarire ammalati ed indemoniati. La preghiera come quel filo che ci collega a Dio e ci ridona energia, potenza, per affrontare la nostre giornate. 
Come i cellulari che ogni giorno dovrebbero essere caricati spenti di notte, anche noi dovremmo pregare ogni giorno, magari quando siamo nel segreto della nostra camera alla fine di una giornata, ma soprattutto quando ci sentiamo spenti e dentro di noi vediamo solo buio. La preghiera è l’unico caricabatteria originale per il cuore, diffidate di quelli compatibili come ad esempio l’edonismo, l’egocentrismo, l’avidità e l’ozio. A lungo andare questi caricabatterie “pezzotti” rovinano il cellulare fino a non farlo accendere più, per niente e per nessuno.
Il secondo modo che abbiamo per ricaricare il cuore, Gesù ce lo insegna attraverso la guarigione della suocera di Pietro (ebbene sì, anche le suocere hanno diritto ad essere guarite!). Quest’anziana donna era a letto con la febbre, una piccola cosa rispetto agli indemoniati, ma Gesù, saputolo, le si avvicina e prendendole la mano, la guarisce comunque. Cosa ha fatto Gesù? Le ha fatto una carezza! E in quel momento è diventato per quel cuore stanco unapower bank, una fonte di energia capace di ridare la carica giusta per farla ritornare a vivere, letteralmente risorgere, (il verbo greco usato da Marco in questo episodio è lo stesso che utilizzerà per gli episodi legati alla risurrezione di Gesù).
Questo a dire che basta donare tenerezza, attenzione, dolcezza, ascolto, solidarietà per ridare la vita a tanti cuori scarichi che incontriamo nelle nostre giornate. Più di mille parole piccoli gesti carichi di energia come una carezza, un abbraccio, un sorriso, un “ti voglio bene” detto con il cuore, un caffè insieme o un bacio sono capaci di far schizzare la batteria al 200%!
In fondo per un malato, nel corpo o nello spirito, non c’è medicina migliore di quella dell’amore, dell’essere considerati. Che tristezza, invece, essere dimenticati: si è come cellulari passati di moda, ormai spenti da tempo e relegati in un cassetto. Questa è la paura più grande di tanti ammalati e di tanti di noi.
Lasciamoci, allora, ricaricare dall’Amore di Gesù per noi e doniamo un po’ della nostra energia a quanti sono scaricati dalla vita.
Posted by:don Ivan Licinio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...