II Domenica di Avvento

“Scusi mi sa dare un’indicazione?”
“Mi dispiace non sono di qua…”.
Chi di noi non ha fatto almeno una volta nella sua vita questa esperienza? Perdersi in un luogo che non conosce e cercare con ansia la strada di casa.
Prima provi a farlo solo con le tue forze ma ti sembra di allontanarti sempre di più, allora ti affidi al navigatore che però puntualmente non trova la posizione e solo alla fine ti decidi a chiedere informazioni a qualcuno.

Succede così anche sulle strade della nostra vita.
Arriva un momento in cui ci sentiamo persi e l’unico desiderio che abbiamo è quello di tornare indietro, dove ci sentivamo al sicuro, dove eravamo felici. Però da soli sappiamo di non farcela e allora ci affidiamo ad altre esperienze, ricerchiamo l’itinerario breve e senza pedaggio, pretendiamo dagli altri la soluzione dei nostri problemi, ma gli altri non riescono ad individuare la nostra posizione, perché solo noi, in realtà, sappiamo a che altezza (o bassezza) della nostra vita siamo. Nel frattempo continuiamo a girovagare e mentre prima intravedevamo ancora dal finestrino del cuore un paesaggio quasi familiare, ora ci ritroviamo in un deserto dal quale non sappiamo proprio come uscire. Siamo rimasti soli.

Alla fine decidiamo di fermarci.
L’Avvento è un tempo di sosta. Accanto a noi, oggi, passa un tipo strano, smunto, trasandato: Giovanni Battista. Egli grida nel nostro deserto interiore: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.
E come si fa a raddrizzare la via del Signore? Se non riesco trovare il senso della mia che è una, figuriamoci quelle del Signore che sono infinite!
È vero. Le vie del Signore sono infinite ma solo quanto è infinito l’amore che il cuore di ogni uomo può donare.

La via è il nostro cuore.
Preparare la via del Signore significa mettere ordine nel cuore affinché Dio possa riempirlo del suo Amore che viene, Gesù.
Egli viene per rimetterci in carreggiata, per riempire le buche con la sua misericordia, per indicarci che Lui è l’unica strada da seguire.

Poi ci sono i sentieri.
I sentieri sono collegati alla via del Signore: partono dal nostro cuore e raggiungono altri luoghi, altre persone. I sentieri sono le relazioni che abbiamo con gli altri, il modo per arrivare al loro cuore e per permettergli di raggiungere il nostro.
Raddrizzare i sentieri significa impiegare meno tempo per incontrare gli altri, significa rendere la nostra vita, e quella di chi ci circonda, meno tortuosa, con meno curve. Le curve sono brutte perché nascondono l’orizzonte. Quanta silenziosa sofferenza oggi si aggira nel nostro mondo e non ci permette più di vedere oltre. Raddrizzare i sentieri significa raggiungere gli altri e aiutarli a superare le curve pericolose che si presentano nella loro, quanto nella nostra, strada della vita.

Impariamo da Giovanni l’umiltà verso Gesù e il servizio al prossimo così ogni volta che ci perderemo, sapremo ritrovare la via di Casa.

Posted by:don Ivan Licinio

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