Ci vediamo a settembre. Dice il professore agli alunni.
A settembre si cambia! Avverte il datore di lavoro i suoi dipendenti.
Da settembre inizieremo una nuova fase. Promette il marito alla moglie.
A settembre riprendiamo. Avvisa l’allenatore ai ragazzi.
Se ne riparlerà a settembre. Chiude chi non vuole affrontare il problema subito.
A settembre ci organizziamo, a settembre programmiamo, a settembre vediamo, rimandiamo a settembre, a settembre decidiamo..
Se avete pronunciato una sola di queste frasi almeno una volta, allora, mi dispiace comunicarvelo, ma siete stati colpiti dalla settembrite!
Non la conoscete?
Si tratta di quel disturbo psico-comportamentale che tende ad affidare al mese di settembre le responsabilità, i nuovi propositi, una vita nuova di zecca! Come se in un solo mese fossero raccolte tutte le soluzioni che si cercano da anni.
Coloro che sono affetti da settembrite sono convinti che questo mese abbia 365 giorni e che le giornate durino 48h. Alla distorsione temporale si aggiunge, inoltre, anche quella spaziale per cui ogni luogo (casa, ufficio, studio, aula ecc..) a settembre va cambiato, modificato, abbellito, semplificato, arredato con più gusto, svecchiato.
Questo senso assoluto di novità viene applicato, poi, anche alle relazioni interpersonali per cui si cercano nuovi stimoli, argomenti, occasioni o strategie per rendere il rapporto di coppia, (o di amicizia), più saldo, più moderno e spregiudicato, più a misura delle proprie esigenze dimenticando quelle dell’altro.
Normalmente la malattia termina il suo decorso appena si gira la pagina del calendario ma, nella fase acuta, può durare anche fino a Natale quando potreste sentirvi dire: “Adesso è tardi.. dovevi pensarci a Settembre!”
Non ci sono cure specifiche per la settembrite, ma un buon vecchio consiglio potrebbe aiutare: vivi ogni giorno come se fosse il primo, come se fosse l’unico, come se fosse l’ultimo.
Posted by:don Ivan Licinio

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